Style | Written by Alessandra

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NODO

Conosciamo Sara da un’pò e quando abbiamo saputo che ha intrapreso una nuova avventura, non abbiamo resistito e le abbiamo fatto qualche domanda per addentrarci nel suo nuovo mondo!

1- Finalmente un ritorno alle origini: i ferri da maglia. Perchè?

Sono cresciuta sentendo il ticchettio dei ferri da maglia di mia mamma, il rumore metallico della macchina da cucire di mia nonna, indossando i calzettoni di lana fatti da mia zia. Ho sempre provato un trasporto emotivo per questi capi, perché dentro a ogni trama nascondono amore, passione e molte di lavoro, di chiacchiere, di pensieri. Ogni capo fatto a mano è unico, irripetibile e dura per sempre. Quindi un giorno ho preso in mano i ferri e ho cercato di creare qualcosa che avesse la stessa essenza, ma in una chiave più contemporanea. Così nasce NODO.

2- NODO in 3 parole?

Colore, Ironia, Amore

3- Italia si, Italia no. L’espatrio verso la Queen Elizabeth ha avuto un ruolo fondamentale nella nascita di NODO?

Sicuramente si. Vivere a Londra è di certo il modo migliore per non essere mai a corto di idee e ispirazioni. A differenza dell’Italia, in UK le nuove aziende e liberi professionisti hanno la possibilità di far crescere in maniera più semplice le loro idee. Però, per quanto residente a Londra, mi sento sempre più vicina alle mie radici italiane e vado fiera delle eccellenze del mio paese. Il culto del bello, buono e fatto bene italiano non teme rivali e ci vede ancora, anche in un momento di profonda crisi, come punto di riferimento per molti altri paesi.

4- Qual’è la tua giornata tipo? NODO-dipendenza compresa.

Purtroppo una delle cose in cui non sono mai stata brava è la routine, per cui per me ogni giorno è davvero diverso dall’altro. In generale cerco di uscire di casa con il desiderio di scoprire qualcosa di bello e nuovo, con la voglia di farmi sorprendere e imparare ogni giorno. Cerco di mantenere entusiasmo e curiosità al centro del mio mondo, di non farmi mai prendere dal pessimismo e di credere ogni giorno in quello che faccio e di farlo al meglio. Poi però quando lavoro in maniera intensa e concentrata, le mie giornate sono riassunte in almeno 3 litri di tea, due computer accesi, skype call e disordine diffuso. Non proprio una bella immagine, ma sicuramente realistica.

5- Ti ho conosciuta grazie alla tua sfrenata passione per il vintage e la moda: quali capi non dovrebbero mancare nel nostro armadio?

Non credo ci sia una risposta universalmente valida a questa domanda, poiché credo dipenda da molte varianti: età, stile di vita, gusto, priorità e disponibilità economica. La mia personale filosofia si contrappone all’idea del fast fashion poiché come molti sono stata dipendente dall’acquisto compulsivo di vestiti low cost, facendo il pieno di cose inutili in armadi che diventavano sempre più claustrofobici. Guarita dalla sindrome di “I love shopping”, ho realizzato che le cose che non devono mancare nel mio guardaroba sono i VERI AMORI. I capi che ci donano la sensazione di essere diversi dagli altri, unici, indossabili in molte occasioni diverse ma con lo stesso entusiasmo della prima volta, di buona qualità e che come tutti i veri amori, resistono alle passioni passeggere e rimangono per sempre. Sono per il colore e le stampe, per il vintage italiano, nello specifico quello sartoriale, per i grandi classici come le Converse Chuck Taylor, la t-shirt bianca, i materiali naturali e di sicuro per un bel maglione 100% lana fatto a mano. Cerco di indossare nuovi designer, marchi indipendenti e sono pazza per gli accessori ovviamente!

6- Solitamente si chiede “cos’è per NODO la moda” ma se io ti chiedessi “cosa pensa di essere NODO per la moda”?

Ho una concezione un po’ anni ottanta dell’accessorio, quando si credeva che più il vestito era semplice più avesse bisogno di un accessorio grande e pomposo. Io credo che la vera ragione di un capo o di un look basic sia proprio quello di lasciar spazio a un accessorio particolare e interessante, che riesca a completarlo. Per cui credo che la risposta giusta sia: Nodo è un collaboratore, o per vederla in maniera più romantica, un fidanzato.

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Ph: Nika Furlani & Silvia Falcomer

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One Response to “NODO”

  1. Giusy says:

    Alimenti la mia voglia di diventare un expat… Ma forse quello che manca a noi creative che stiamo qui è proprio quella leggerezza d’animo nel lasciarsi andare, nel dare un calcio ad abitudini comode ed al lavoro tradizionale, che per quanto ci uccide le idee, ci sostiene per farci pagare le diecimila tasse… Brava Sara, hai fatto bene ad andare e nonostante la nostalgia NODO funziona proprio perchè sei li.

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