Art | Written by Camilla

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STARDUST (E FOTOGRAFIA)

Alla voce “cultura pop” di qualsiasi mezzo d’informazione, oltre ai lavori Andy Warhol e ai racconti di tumultuose serate allo Studio 54, troveremo sicuramente le fotografie di David Bailey. Nato nel 1938 a Londra, Bailey è forse l’unico tra i padri fondatori della fotografie contemporanea che ancora ci può raccontare tutto di quegli anni di gloria. Da Mick Jagger a Jean Shrimpton, fino ai reportage sulle popolazioni di Birmania e Afghanistan, il suo percorso artistico si snoda attraverso cinquant’anni di cultura moderna, catturando lo Zeitgeist tra luci e ombre.

Tutto quello che avremmo voluto vedere e (probabilmente) vivere è riassunto in scatti in bianco e nero che ritraggono personalità tanto gigantesche quanto frivole. Ma tutto fa ’60s, tutto fa Swinging London e diritti civili al tempo stesso. Un mix che a noi piace, perché rappresenta in qualche modo ciò che oggi non riusciamo più a palpare.

Da oggi, fino al 2 giugno 2015, i lavori di Bailey sono finalmente raccolti in una mostra al PAC di Milano, organizzata e promossa dal Comune di Milano Cultura e Tod’s. Le fotografie esposte non seguono un ordine cronologico, bensì tematico. La fashion photography vive fianco a fianco con i reportage giornalistici e gli still life. In ogni scatto potrete riconoscere la genialità di un vero artista, voce di una generazione piena di sogni e di energia. Una generazione (forse) perduta.

David Bailey Stardust

PAC Milano, via Palestro 14

1 marzo 2015 – 2 giugno 2015

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