Hot List | Written by Editors

monday_review_pitti_cover

The monday review // @Pitti w/ ChicFB

Per questa Monday Review ospitiamo la nostra cara amica Francesca, fiorentina di nascita e americana di adozione. La sua vacanza-lavoro in Italia e al Pitti Immagine 88 rappresenta la riscoperta di uno stile unico e assolutamente inimitabile: quello italiano, sempre apprezzato dagli altri, troppo poco da noi. Viva le fiere, i mercatini e gli angoli di moda sconosciuti. NO ai carrozzoni e agli streetstyle estremi. Apprezziamoci, prima di tutto!

“Pitti Immagine 88 secondo me, un’italiana troppo italiana in America e troppo americana in Italia.

Sarà perchè il mio primo lavoro dopo il liceo è stato fare la vendeuse in un booth al Pitti Donna (si parla di anni fa), o perchè ho studiato alla Cesare Alfieri a Firenze e vi ho passato tante vacanze di Natale, sarà percheè il relatore della mia tesi in Fashion Sociology e’ stato chi allora era uno degli amministratori delegati del Pitti e in qualche modo sono finita a parlare della famosa sfilata della Sala Bianca che ha segnato la nascita della Moda moderna, ma io ci casco sempre e ogni volta che cammino per le strade di Firenze mi innamoro un po di più. Pitti e’ stato un sogno nel solaio della mia mente, riposto nella naftalina perchè a gennaio non ho avuto tempo sufficiente per venire in Italia e a giugno chi me lo fa fare di torturarmi con la calura, l’aria condizionata non funziona mai. Alla fine questo amore è sbocciato ed ho partecipato con il bel caldo di giugno, condividendo la sala stampa con Suzy Menkes (ho cercato di fare pure un selfie da svergognata, meno male che non è venuta bene…)

Perche’ volevo andare al Pitti?

E’ iniziato come una caccia al tesoro e tra tutti gli inviti, eventi, presentazioni, cocktails, previews ho vinto ed ho trovato ‘la Titina’ che cercavo. Alcune parole ed aggettivi continuavano a presentarsi nel mio inbox: innovazione e ricerca, tradizione e cura del dettaglio, qualità e buon gusto, discrezione, tutte in fila come i sassolini di Pollicino, anzi, meglio, le responsabilità dello stile italiano di fronte al resto del mondo. Il puzzle si è formato di fronte ai miei occhi e lo stile italiano mi si è presentato come l’erede al trono che con una buona dose di diplomazia, aplomb, etichetta e buone maniere deve dimostrare di meritarsi la corona. E c’è da dire che l’entrata della Fortezza da Basso fa la sua parte, l’arco di un portone che trascina indietro nel tempo e rastrella la grandezza dei Medici. (e scusate per la banalità del paragone, ma mi ci stava bene).

Cosa cercavo?

Tra centinaia di marche non potevo che trovare il meglio, il non plus ultra dello stile italiano. L’unica regola: dovevano essere brand fuori dal mirino di stampa e campagne pubblicitarie da milioni di dollari, finanziate dai monopoli della moda. Sono andata a naso, fiutando quello che mi ispirava, cercando stimoli visivi che mi ricordassero quello stile italiano tra cui sono cresciuta e che ora, da italiana troppo italiana negli Stati Uniti e troppo americana in Italia, volevo ricreare, come ricordarmi ‘A Silvia’ che avevo memorizzato in terza media. Mi sono fatta un giro tra i padiglioni a mo’ di cane segugio in battuta da caccia e tra campanilismo ed estetismo, ho fatto un viaggio nella vita della provincia italiana fatta di artigiani, tecnici, operai che hanno imparato l’arte e messa da parte, geni innovatori così umili da evitare le luci della ribalta.

Sobrietà e qualità son tornati a galla come gli gnocchi, in un batter d’occhi, e mi sono illuminata d’immenso. E’ venuto fuori un total look simulato, una giacca di qua una t-shirt di là, che descriverò nel prossimo capitolo, visto che ho già blaterato abbastanza e approfittato della gentilezza delle mie amiche di Ordinaryseaman. Quindi in staffetta, vi aspetto su www.CHIfb.com.” 

Francesca

*Cover image with NO Artigiani Italiani, 2w2m

Comments are closed.

- INSTAlove -

- TWEETS -

Anti-acido di San Valentino, che però non è neanche miele

Una lista completamente random sull'amore

New Year’s Resolutions

Nuovo anno, stessa storia: Gennaio è il mese dei buoni propositi

In the mood for Xmas

perché per noi il Natale è una cosa seria

All I want for Xmas is… (NOT YOU!)

La wishlist natalizia di Lucia