Style | Written by Alessandra

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Guccilandia

The Gucci moment! Sparisce l’evergreen monogram e torna alla ribalta un marchio ormai sopito tra gli allori del passato e le ombre del futuro. Alessandro Michele ha detronizzato Frida Giannini, tolto le erbacce e i fiori secchi dalla passerella e schiaffato con nonchalance il revival ’70s sulle nostre facce. Una joie de vivre ci ha travolti, come l’insolito destino nell’azzurro mare d’agosto. Me le immagino così le hostess della PAN AM una volta smessi i panni di eroine in quota. Fresche, estrose e decisamente colorate! Sete, stampe, fw15 e ss16, pre collezioni e anticipazioni. Io, a’Alessandro ci voglio già bene! Vieni qua che ti abbraccio!

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Chelsea boots, vestaglie, paillettes, bordi e orli invertiti di consistenza. Foulard e lenti over. Occhiali “tanti” e lamè. Il basco fuori Parigi e il pizzo sempre in mostra. Vestaglie e #blingbling, piagiama e pantofole. In fila alla posta, al mercato, dalla zingara di Brera. I riferimenti ai geni creativi passati si sprecano, ma perché citarli? Tutto è ciclico, basta reinterpretare il passato nella maniera giusta e nel momento giusto. C’è una stagione per tutto, questa è di Gucci.

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C’è chi dice che per vestirsi come da ultimi diktat dell’erede di Guccio basti andare a mercatini. Sono gli stessi che impazziscono per la forma di un felpa o il taglio perfetto di un paio di pantaloni rigorosamente abbinati a un capo monocromo dall’ allure monotono & monotòno. Certo, ad accostare i vestiti si fa presto, farlo con gusto e creatività, è tutt’altro. La moda è, prima di tutto, un circo. Un palcoscenico. Uno show la cui ispirazione è sempre stata “la strada”. La vita. Siamo circondati da rigore tutti i giorni, perché infossarci dentro a schemi che castrano ogni espressione?

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Il vero gotha della moda parla di lezione di styling, lezione di stile. Il brand è uscito dalla sua comfort zone, si è fidato del giovane astro e ha fatto bene. Un esempio? Tra i 65 look della ss16 c’è un chiaro riferimento alla filosofa francese Madeleine de Scudéry, che nel 1654 creò la “Carte de Tendre”, una mappa psico-geografica della tenerezza, che è stata trasposta in alcuni  abiti.

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Ebbene, tornando a noi.. quindi no style per Michele? Too much vintage da mercatino? Allora Raga, sinceramente, una decolorazione in meno e uno stage in più. Levatevi le MiuMiu perché tanto le avrete abbinate secondo Pantone. Andate a nascondervi nei camerini di American Apparel che io mi faccio un giro tra le bancarelle di Firenze! Peace.

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