Wanderlust | Written by Francesca

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Use-it guides

Quando esploriamo una città, capita spesso che i luoghi che ci colpiscono di più siano quelli che scopriamo per caso, magari perdendoci perché la cartina è girata al contrario, Google Maps non risponde o semplicemente perché (non neghiamo l’evidenza) siamo donne. Molte volte quel minuscolo take-away Thai scovato in un vicolo – mentre in realtà cercavamo di raggiungere il Museo della Tradizione Balcanica – rimane impresso nei nostri ricordi più del “goal” iniziale. Ci sono posti che la nostra Lonely Planet, la Routard o la Top 10 non ci riveleranno MAI, posti segreti riservati agli autoctoni, il sogno di ogni turista che non vada a Londra solo per farsi il selfie a Trafalgar Square e bere il Chai da Starbucks. Una spiegazione c’è: le guide sono quasi sempre scritte da giornalisti-viaggiatori che sì, probabilmente conoscono la città, ci saranno anche stati più volte, ma non sono del posto; e spesso hanno dai quarant’anni in su, dunque per natura sono più inclini a glissare su “quel mercatino dove quasi tutto era spazzatura, ma ci ho trovato il vinile di Bowie a due Euro e una giacca in jeans che mi fa sembrare un componente dei DIIV”. E allora ecco che incalza la googlata frenetica pre-partenza in cerca di suggerimenti, il copia-incolla-stampa di liste infinite ma approssimative in cui ci raccapezzeremo a fatica.

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C’è una buona notizia: qualcuno ha pensato a noi! Tanti locals si sono impegnati a redigere delle guide alternative, che ci portano sui sentieri meno battuti delle loro città. Le USE-IT guides, create appunto da giovani del posto per altri giovani (e non solo), sono piene di consigli sui loro luoghi preferiti, da ristoranti a gallerie d’arte, da giardini a librerie, segnalando eventi da non perdere e tanto altro. La grafica è sempre curiosa ed accattivante, molto colorata e in sintonia col mood della località.

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Il modus operandi:

- nessun giornalista, solo gente del posto

- nessun interesse commerciale: nessuno paga o è pagato per collaborare

- le mappe sono gratuite

- no agli alloggi a cinque stelle, no ai ristoranti costosi

- sempre “sul pezzo”: aggiornamenti ogni anno

- non è una guida alla moda, è una guida sulla vita e sullo spirito della città

- nessuna pubblicità

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Sul sito troverete la lista delle città disponibili (tante sono italiane, per godere di qualche novità dietro l’angolo) e potrete scaricare le mappe e l’applicazione gratuita sull’App Store. In alternativa, le brossure vengono distribuite – sempre a costo zero – negli uffici turistici, negli ostelli e negli USE-IT Points (gestiti da volontari). E’ inoltre possibile collaborare e creare la guida della propria hometown. #PERF!!**

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