Art | Written by Prisca

Farida_Saglia_cover

La personale di Farida Saglia

Quella di Farida Saglia è una ricerca, intrapresa dopo la morte del padre e durata tre anni, che in trentanove immagini, una per ogni anno trascorso insieme, affida al potere evocativo degli oggetti il tentativo di ritrovare una persona amata e perduta, di ritrovarla aderendole, usando il proprio corpo per animarne, un’ultima volta, gli abiti.

Il rapporto con la morte è per la fotografia un rapporto intimo, tanto che Barthes ne parlava come di una micro-esperienza della morte, ma immortalare con l’obiettivo significa anche lottare per superare i confini, nel tempo, ma anche nello spazio: essere o far essere non solo qui, e non solo ora. L’autoritratto porta questa contraddizione al suo estremo: esso ha il potere di ricomposizione che possiede lo specchio, fissa in unitarietà una altrimenti sopraffacente dinamicità, pluralità dell’esistente: bisogna vedersi, qualche volta, con gli occhi degli altri. Ma, insieme, giocare con l’autoritratto, come fa Farida in 39. In my Father’s Clothes, significa anche giocare con la virtualità, essere altro da sé.

L’artista ritrae se stessa, e – indossandone gli abiti – il padre: con la sua capacità di ricomporre, l’obiettivo offre la pace del commiato. Insieme, però, il vestire i panni di un altro fa a pezzi l’unità, apre a una dimensione voyeuristica, che è uno degli aspetti comuni alla fotografia e alla mimesi. Come nota la curatrice, Alessandra Azzolini, “lo stile riconduce immediatamente alla fotografia di moda realizzata in studio, ma con un contenuto forte, perturbante e universale”.

39. In my Father’s Clothes, la personale di Farida Saglia, in mostra a Reggio Emilia nell’ambito di Fotografia Europea 2016, circuito off, possiede la suggestione di questo nodo di contraddizioni, ma anche la leggerezza della fotografia di moda, e sceglie proprio lo store di Marina Rinaldi come spazio d’esposizione. In mostra fino al 4 giugno durante l’orario di apertura dello store.

Farida Saglia è artista e fotografa tra Parma e l’Inghilterra. Compie studi d’arte, si laurea in Conservazione dei Beni Culturali e collabora con fotografi nazionali e internazionali. Alessandra Azzolini lavora in Max Mara Fashion Group. Dopo gli studi in filosofia, si specializza in management del made in Italy alla IULM di Milano.

39. In my Father’s Clothes

Marina Rinaldi Store

Via Emilia Santo Stefano, 4 Reggio Emilia

Lun-sab, 9.30-13 e 15.30-19.30

  • wearing the clothes my father died in, 2012
  • red wool scarf, 2015
  • white balzer, 2013

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